di
Gaia Piccardi
Dariya Derkach, dall'Ucraina alla Campania, tra i Monti Lattari. Dopo tre operazioni ai tendini d'Achille, a 33 anni conquista l'oro nel triplo agli Europei di Birmingham: «È la mia notte più bella, mi sento italiana al 100%»
DALLA NOSTRA INVIATABIRMINGHAM — Dariya che a Roma ama uscire di casa con il cane Cesare e un libro sottobraccio per andare a leggere al parco, su una panchina. Dariya che non nasconde le due cicatrici lunghe un palmo sulle caviglie, ricordino delle tre operazioni ai tendini d'Achille che hanno funestato il suo 2025. Dariya che in tre balzi — hop-step-jump — a 33 anni atterra sulla medaglia più bella della carriera. A Birmingham il triplo è azzurro come la maglia e gli occhi di Dariya Derkach, la saltatrice ucraina che volle, fortissimamente volle, diventare italiana.
È arrivata in Campania per raggiungere la famiglia, a Pagani, pendici dei Monti Lattari, a nove anni. Ha praticato lungo e triplo grazie alla madre Oksana, ex saltatrice, e al padre Serhij, allenatore delle prove multiple. In attesa della cittadinanza ha rifiutato la corte di Ucraina, Spagna, Qatar: «Ho detto no, non avrebbe avuto senso: ho scelto di vivere in questo Paese, mi sento italiana al 100%, ho aspettato. E poi con l'Ucraina non ho nulla a che fare: non parlo nemmeno la lingua».










