Poi aggiunge l'avvocato Enrico Alvisi: "Valutazioni di carattere morale non mi competono, mi limito a difendere il mio assistito in un processo che è blindato dal momento che è un accanimento verificatosi sotto le telecamere di video sorveglianza della zona. Si tratterà di discutere, dal punto di vista giuridico, dell'intenzione omicidiaria o meno. Il mio assistito aveva un coltello nella sella del motorino perché si sentiva minacciato. La paternità e la materialità del fatto sono comprovate dalle telecamere e dalla dichiarazione rilasciata del mio assistito che attualmente è in stato di fermo. Non abbiamo ancora ricevuto la notifica di omicidio volontario".
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A "Morning News" l'avvocato Enrico Alvisi: "Il mio assistito aveva l'arma nel motorino perché si sentiva minacciato"










