Di fronte all’emergenza provocata dall’eccezionale attività eruttiva dell’Etna, in corso dal 6 agosto, e ai conseguenti effetti sull’operatività degli aeroporti di Catania, Comiso e Palermo, «Enac informa che sta mettendo in atto tutte le misure di coordinamento monitorando l’evoluzione della situazione a garanzia della sicurezza dei voli». Lo rende noto l’Ente nazionale per l’aviazione civile in un comunicato.

La gestione dello spazio aereo è affidata al Comitato di Crisi (Nco), costituito immediatamente, che opera in stretto raccordo con Enav, Ingv, Aeronautica Militare e Sac, il gestore aeroportuale, assumendo le decisioni necessarie sulla base dell’evoluzione del fenomeno vulcanico e della direzione dei venti.

Il costante scambio di informazioni con i vettori e gli handler consente di armonizzare i provvedimenti utili a contenere i disagi, con la priorità di tutelare la sicurezza. La presenza di cenere vulcanica e la prevalenza dei venti verso sud determinano pesanti limitazioni operative, fino alla chiusura totale dello spazio aereo che interessa lo scalo di Catania.

Ne derivano cancellazioni e riprogrammazioni dei collegamenti su altri aeroporti, soprattutto su Palermo, in un periodo caratterizzato da volumi di traffico particolarmente elevati.