Firenze, 14 agosto 2026 - La grande esposizione Rothko a Firenze – dedicata all’indiscusso maestro dell’arte del Novecento – e la mostra di Jean-Marie Appriou Canto Infinito per il Project Space rimarranno aperte fino a domenica 23 agosto. Rothko a Firenze è aperta tutti i giorni, festivi inclusi (anche Ferragosto), dalle ore 10 alle 20 e i giovedì fino alle 23 (ultimo ingresso un'ora prima della chiusura). È possibile acquistare i biglietti direttamente a Palazzo Strozzi oppure online scegliendo la propria fascia oraria preferita. Jean-Marie Appriou. Canto Infinito è aperta gratuitamente tutti i giorni, festivi inclusi, (anche Ferragosto) dalle 10 alle 20 e i giovedì fino alle 23. Dai dipinti degli esordi negli anni '30 di ispirazione rinascimentale fino alle grandi tele colorate che puntano alla totale astrazione: sono oltre 70 le opere, alcune mai viste prima in Italia, che ripercorrono a Firenze l'evoluzione artistica di Mark Rothko e il legame profondo tra il maestro dell'arte moderna americana e il Rinascimento fiorentino. La grande mostra 'Rothko a Firenze' è a cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna. A Palazzo Strozzi il percorso espositivo è pensato come narrazione cronologica della ricerca artistica di Rothko: dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell'Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche. In mostra opere provenienti da collezioni private e da importanti musei esteri. Nella prima sala è evidente l'interesse di Rothko per una dimensione simbolica e psicologica della figura e per l'impianto compositivo rinascimentale come nell'opera Interior (1936) che richiama la tomba di Giuliano de' Medici di Michelangelo nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo. A queste si affiancano i lavori neo-surrealisti degli anni Quaranta che introducono una sensibilità più fluida, preludio alla dissoluzione della forma in quelli che verranno detti Multiforms, campi di colore sospesi sulla tela che segnano il passaggio verso una totale astrazione. Tra le opere esposte spiccano le grandi tele astratte No.3 / No. 13 (1949) provenienti dal MoMA di New York o Untitled (1952-1953) del Guggenheim Museum di Bilbao. Negli anni seguenti la tavolozza dell'artista si fa più raccolta, dai verdi e blu fino ai toni bruni e rossi degli anni Sessanta.