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Roberto Pezzali

Google ha interpretato a suo modo la sentenza che la obbligava ad aprire il suo Play Store agli store di terze parti. Dopo un mese torna così davanti al giudice, che impone modifiche drastiche entro una settimana.

La storia non riguarda l'Europa, ma è sempre interessante vedere come le aziende riescono a trovare le pieghe di una sentenza per cercare di adeguarsi senza però adeguarsi davvero. Stiamo parlando dell'ormai arcinota causa tra Epic e Google, che si era conclusa con l'obbligo, da parte di Google, di permettere l'installazione di app store di terze parti tramite il suo Play Store, con accesso totale a tutte le app.

Google e Epic, salta l’accordo: dal 22 luglio gli store alternativi si scaricheranno dal Play Store