Dietro l'addio della portavoce non ci sarebbero solo i figli: spunta l'ipotesi di una ripicca per essere stata "abbandonata" sull'Air Force One ad Ankara, il piano per una discesa in politica o anche la necessità di un cambio di strategia per far fronte al calo di gradimento di Trump

La Casa Bianca perde uno dei suoi volti più battaglieri. A fine agosto Karoline Leavitt lascerà il ruolo di portavoce del presidente degli Stati Uniti, figura che Donald Trump stesso aveva definito la sua «addetta stampa prediletta». A soli 27 anni, Leavitt è riuscita a resistere nell’arduo compito di rappresentare il tycoon più a lungo della quasi totalità dei suoi predecessori, con l’unica eccezione di Sarah Huckabee Sanders. Sposata con l’imprenditore immobiliare Nicholas Riccio, di 32 anni più grande, e madre di due figli piccoli, ha portato sul podio di Pennsylvania Avenue un linguaggio aggressivo e generazionale, affrontando i briefing sempre senza alcuna esitazione.

La «lingua a mitraglia»

Definita una vera e propria amazzone del movimento Maga, Leavitt si è distinta per una difesa a oltranza del presidente, condotta con quella che i cronisti hanno ribattezzato una «lingua a mitraglia». Come ricostruito da la Repubblica, la portavoce non ha mai esitato a fustigare e trollare i giornalisti, stravolgendo la gerarchia della sala stampa e concedendo sempre più spazio a nuove pubblicazioni online come Semafor o a podcaster spesso di estrema destra, oltre a organizzare periodici briefing con influencer.