Sono passati otto anni da quella mattina di pioggia in cui il cielo, letteralmente, cadde su Genova. Alle 11:36 il Ponte Morandi crollò, portando via 43 vite in pochi, interminabili secondi. Per ricordare quella tragedia, i familiari delle vittime lanciano la proposta di un museo diffuso da realizzare usando le macerie del viadotto.
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Era il 14 agosto 2018 quando il ponte Morandi, a Genova, crollò durante un violento temporale. Alle 11.36, in pochi secondi auto e camion precipitarono insieme a decine di metri di viadotto. Morirono 43 persone, oltre 500 furono costrette a lasciare le proprie case e un’intera città si ritrovò davanti a una ferita che, otto anni dopo, non si è ancora chiusa. Oggi, 14 agosto 2026, Genova ricorda l’ottavo anniversario della tragedia. Ma questa volta la commemorazione arriva a meno di un mese da un passaggio atteso per anni: la sentenza di primo grado del processo sul crollo, pronunciata dal Tribunale di Genova il 16 luglio scorso.
“C’è un prima e un dopo il 14 agosto 2018, il crollo del ponte Morandi è una tragedia che ha segnato uno spartiacque nella storia di Genova e continuerà a essere così. Il nostro compito, come istituzioni, è tenere viva la memoria” ha dichiarato la sindaca di Genova Silvia Salis a Palazzo Tursi all’inaugurazione della mostra fotografica sul crollo del ponte Morandi. La memoria, per restare viva e pungente, ha bisogno di voci ostinate, che non si stanchino di raccontare”.











