Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud

ARende, nelle settimane che precedono la riapertura dell’Università della Calabria, la città cambia volto. Le strade di Arcavacata, Quattromiglia e Commenda si riempiono di auto con “targhe” di tutta la regione: Catanzaro, Reggio, Vibo, Crotone, Cosenza. Ma non solo.

Arrivano famiglie dalla Basilicata, soprattutto dal potentino, e non mancano genitori dalla Sicilia orientale, da Messina e Siracusa. Qualcuno persino dalla Puglia, anche se in misura minore. Tutti con lo stesso obiettivo: trovare una stanza, un appartamento, un posto sicuro dove far vivere i propri figli durante l’anno accademico. Ha fatto molto discutere la prima parte della nostra inchiesta sul caro affitti in città. La Gazzetta del Sud è circolata velocemente tra le chat e le bacheche di genitori, studenti, cittadini e – anche – parte politica. La foto che circola sui social – un genitore seduto sul cofano dell’auto, esausto dopo l’ennesima visita a un appartamento – è diventata quasi il simbolo di questa corsa contro il tempo. Una corsa che, per molti, si trasforma in un percorso a ostacoli fatto di prezzi fuori mercato, richieste assurde, contratti inesistenti e una sensazione diffusa: a Rende si sta speculando.