A Carpi il comune segnala all’Agenzia delle Entrate una cittadina iscritta all’Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), residente in Germania, dimostrando che vivesse, in realtà, in Italia, con marito e figli, possedesse immobili e avesse diverse utenze intestate, generando un accertamento di 550.000 euro di tasse evase.
Un esempio vero. Tratto da un articolo di Antonino Gentile, ex dirigente di vertice dell’Agenzia delle entrate. Esempio che descrive efficacemente come un Comune, anche piccolo, possa contribuire al recupero dell’evasione fiscale generale. Badate bene: non dei tributi locali (Imu, Tari, multe), ma dei tributi erariali. Tributi nazionali (Iva, Irpef).
Con la pubblicazione del Decreto Legislativo del 7 agosto 2026, n.147, Disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, viene nuovamente sancito l’innalzamento, per gli anni dal 2026 al 2028, al 100% della quota di incentivazione per il recupero dei tributi erariali dei comuni. Quindi, una volta strutturata la segnalazione, chiamata qualificata, il Comune la trasmette telematicamente tramite il portale PuntoFisco all’Agenzia delle Entrate, che valuterà se procedere con l’atto di accertamento finale. L’intero riscosso (un tempo era il 50%) a titolo definitivo andrà al comune segnalante che potrà metterlo a bilancio.






