Nelle aree interne il termometro sfiora i 39 gradi, sulle coste l’umidità trasforma anche la sera in una prova di resistenza. E il calabrese risponde come può: persiane abbassate, condizionatori contesi e angurie promosse a pasto completo

L’anticiclone africano non sembra intenzionato a lasciare la Calabria e, secondo le previsioni, ci accompagnerà almeno fino a oltre Ferragosto. Nelle zone interne del Cosentino si potranno raggiungere i 38-39 gradi, mentre lungo le coste il termometro si fermerà su valori apparentemente più ragionevoli, intorno ai 33-34 gradi. Apparentemente, appunto: l’umidità provvederà a colmare la differenza, trasformando ogni passeggiata in una piccola sauna itinerante e ogni notte in una trattativa estenuante con il cuscino.

In Calabria, però, il caldo non è soltanto un fenomeno meteorologico. È una condizione sociale, un argomento di conversazione e, in certi momenti, quasi una forma di governo del territorio.

La riorganizzazione della vita urbana: il galateo domestico anti-afa

Dalle undici del mattino in poi, le città cambiano volto. Le strade si svuotano, le serrande si abbassano e chi cammina sotto il sole viene osservato con la stessa curiosità riservata agli esploratori estremi. Anche le commissioni più urgenti vengono sottoposte a un severo giudizio preventivo: “Ma proprio oggi devi uscire?”. La risposta corretta, quasi sempre, è no.