Secondo un’indagine pubblicata ieri dalla Banca centrale europea, il contante resta il mezzo di pagamento più accettato nell’area euro e ha persino recuperato il leggero declino osservato durante e dopo la pandemia. Tra le 8.205 micro, piccole, medie e grandi imprese appartenenti ai 21 paesi dell’area che hanno partecipato al sondaggio, il 92 per cento di chi ha punti vendita fisici dichiara di accettarlo (+2 punti percentuali rispetto al 2024), mentre per quanto riguarda i pagamenti con carta questi sono accettati dall’88 per cento dei punti vendita. In Italia la quota di accettazione del contante tra le Pmi arriva al 99 per cento, il valore più alto dell’Eurozona insieme alla Grecia – mentre il Belgio (81 per cento) e Cipro (76 per cento) chiudono la classifica.Rispetto al 2024 c’è stata anche una maggiore integrazione dei pagamenti digitali. Per esempio le imprese che dichiarano di accettare pagamenti con i telefonini sono passate dal 36 al 68 per cento, e il 25 per cento delle aziende ha dichiarato che sta investendo per aumentare l’uso del digitale tramite un maggiore uso di terminali che non accettano contante. D’altro canto, avverte la Bce, rispetto a due anni fa c’è stato un forte aumento dal 22 al 35 per cento degli esercenti che, tra quelli che rifiutano il contante, citano come motivo la difficoltà di depositarlo o ritirarlo. Nonostante ciò, la ragione più citata per chi non accetta il contante rimane comunque lo scarso uso da parte dei clienti (36 per cento).In ogni caso il sondaggio della Bce dimostra che un aumento della diffusione del digitale non scatena un deterioramento del primato del contante. E’ per questo che le politiche in materia di pagamenti dell’Ue dovranno far di tutto per preservare questa convivenza una volta che sarà introdotto l’euro digitale, lasciando che siano sempre i cittadini e le imprese a decidere come pagare.