SAN VITO LO CAPO (Trapani) Un depuratore mai collaudato, sequestrato dieci anni fa e rimesso in funzione nonostante le anomalie certificate da Arpa Sicilia, si è preso due vite in una mattina sola. Le vite di due ‘eroi della quotidianità’ che facevano il loro dovere. Davide Anselmo, 45 anni, operaio della ditta che gestiva l’impianto della Tonnara del Secco, in Contrada Sauci a San Vito Lo Capo, è morto per le esalazioni inalate durante un controllo di routine. Francesco Bulgarella, 64 anni, soccorritore del 118, è deceduto poco dopo, mentre tentava di rianimarlo: forse stroncato dal caldo, forse dallo sforzo.

La struttura era stata installata nel 2010 e sequestrata dalla Procura di Trapani nel giugno 2016, dopo che l’Arpa aveva segnalato ripetute anomalie di funzionamento e un possibile inquinamento delle acque. Da allora, quell’impianto non ha mai avuto la spunta verde di un collaudo approvato. La ricostruzione, per ora, racconta una tragedia in due atti. Anselmo si è sentito male all’interno della struttura, forse durante un intervento di manutenzione. Un collega presente sul posto ha dato l’allarme e ha cercato di sorreggerlo, in attesa dei soccorsi. Sono stati i vigili del fuoco a estrarlo e a portarlo in superficie, dove lo attendevano gli operatori del 118, gestito dalla Seus – Sicilia emergenza urgenza sanitaria –, di cui la Regione Siciliana è socio di maggioranza.