Una persona con il volto coperto ha forzato la porta d'ingresso dell’antica e carina chiesa della frazione di Raccano, causando seri danni agli infissi, rompendo la cassettina delle offerte e violando il tabernacolo. Tutto questo per portare una via alcune decine di euro. Uno scarno bottino, ma il furto avvenuto a Polesella nella notte tra mercoledì e giovedì ha sollevato un'ondata di sdegno in paese. Il parroco don Umberto Rizzi racconta, nei dettagli, quello che è successo: «Ad accorgersi del furto è stato uno dei volontari della sagra di Raccano, impegnato nell'organizzazione della fiera in vista di fine mese. Questa persona ha notato che la porta della chiesa era aperta e mi ha avvisato questa mattina (ieri per chi legge, ndr). Sono arrivato e ho fatto un sopralluogo, ho scattato anche delle foto».
LADRO FILMATO Il sacerdote continua il racconto: «È stata forzata la cassettina delle offerte - dove ci sono le candele - forse il ladro pensava di trovare grandi somme. Poi, è stato aperto il tabernacolo: qualcuno forse conosceva la chiesa. Dalle telecamere si vede il ladro con il volto coperto dal passamontagna: prima tenta di entrare dalla porta laterale, poi invece entra da quella centrale. Si è dileguato verso le 3.30. Ci sono danni importanti agli infissi, alle porte e al tabernacolo. E' un gesto di poco rispetto, sono profondamente amareggiato. Ho avvertito il vescovo, l'amministrazione comunale e ho già presentato denuncia ai carabinieri di Polesella, fornendo foto e video». LA SOLIDARIETÀ Con una nota il sindaco Emanuele Ferrarese ha espresso piena solidarietà alla parrocchia: «L’amministrazione comunale esprime profonda indignazione e ferma condanna per i gravi e oltraggiosi atti compiuti nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 agosto ai danni della chiesa romanica di Raccano, unitamente alla più sentita vicinanza a don Umberto, arciprete di Raccano e Polesella, e alla comunità religiosa della frazione. Una persona col volto celato ha forzato le porte della luogo sacro, entrando al suo interno e profanando il tabernacolo, per poi accedere anche alle pertinenze della canonica, oggi sede del circolo “Noi Raccano. Si tratta di un episodio particolarmente grave e doloroso, che colpisce un luogo di culto e, insieme ad esso, un patrimonio storico e spirituale profondamente radicato nella comunità di Raccano. Manifestiamo la nostra solidarietà a don Umberto e a tutti coloro che vivono e custodiscono quotidianamente questi luoghi, nella certezza che simili gesti non possano lasciare indifferente la nostra comunità. L’auspicio è che il responsabile possa essere presto individuato e chiamato a rispondere delle proprie azioni».







