VITTORIO VENETO «Maltrattati? No, anzi, noi li abbiamo sempre assistiti gli anziani. Non è facile quando ci sono casi di demenza senile o di ospiti con comportamenti aggressivi, può succedere che scappi una parola di troppo. Ma le accuse di maltrattamenti, quelle non ci appartengono». Respingono, attraverso i loro legali, le accuse così come mosse dalla Procura di Treviso nei loro confronti i due operatori del Cesana Malanotti sospesi, un 58enne di Ponte delle Alpi (assistito dagli avvocati Carlo Broli e Valeria Di Gaspero) e una 65enne di Vittorio Veneto (difesa dall’avvocato Giuseppe Basso), finiti sotto indagine insieme ad altri otto colleghi con l’ipotesi d’accusa di maltrattamenti aggravati verso alcuni anziani ospiti della casa di riposo vittoriese.
Anziani maltrattati nella Rsa di Alano, legati e lasciati sporchi a fissare il vuoto: patteggiano in 4 L’indagine Il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari ma il pm Anna Ortica ha deciso di iscrivere questi dieci nomi nel registro degli indagati dopo aver visionato le immagini delle microcamere nascoste installate nella struttura. E dopo aver ascoltato gli audio delle intercettazioni ambientali disposte anch’esse dopo alcune segnalazioni pervenute agli investigatori. L’indagine ha preso avvio lo scorso dicembre, dopo alcune voci arrivate prima ai Nas e poi, di conseguenza, fino in Procura.Subito dopo, ci sono state la disposizione delle intercettazioni e l’installazione delle microcamere nascoste in alcune stanze della Rsa, che negli ultimi mesi hanno ripreso ciò che succedeva in alcuni locali della struttura. A luglio, poi, l’identificazione di quelli che sono attualmente i dieci indagati e ora le due ordinanze di sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio firmate dal gip del Tribunale di Treviso nei confronti dei due Oss a cui la Procura contesta comportamenti ritenuti più gravi e maggiormente reiterati nel tempo rispetto agli altri otto. Tutte accuse che però, il 58enne di Ponte delle Alpi e la 65enne vittoriese, al momento sospesi a tempo indeterminato, respingono così come ricostruite dalla Procura. Disabili e anziani, legati al letto e maltrattati: dipendenti incastrati dalle telecamere: «Deficiente, ti do uno schiaffo» VIDEO La difesa Il 58enne, ad esempio, confidandosi coi suoi legali, si è detto affranto per questa situazione e nega gli addebiti così come gli vengono contestati. Si parla, ad esempio, di alcune espressioni giudicate offensive, di insulti, nei confronti di un’ospite della struttura. Frasi come «Sei una testa calda». O, in altri casi, di qualche strattone un po’ più brusco nello spostare dal letto un anziano che non voleva collaborare. Queste le accuse. Secondo la difesa, però, dalle immagini delle telecamere installate nella struttura non emergerebbero comportamenti lesivi da parte dell’operatore nei confronti delle persone più deboli. E comunque - viene fatto presente - pur comprendendo l’assoluta delicatezza della questione, è necessario anche calarsi nel contesto specifico.Punto, questo, ribadito anche dalla difesa della 65enne. Che, parlando coi suoi legali, ci ha tenuto a sottolineare che l’assistenza agli ospiti non è mai mancata e che gli anziani non sono mai stati abbandonati o lasciati soli. Per quanto riguarda i comportamenti contestati - principalmente, nel caso della donna, l’accusa è di violenza verbale e di aver usato espressioni inappropriate - c’è anche da tener conto - sottolinea la difesa - dei momenti di forte stress che nascono nel dover gestire quotidianamente malati affetti da demenza senile, talvolta con atteggiamenti anche aggressivi o comunque non collaborativi, che reagiscono con insulti o persino sputi verso gli operatori. «Alcuni ospiti ci prendevano per i capelli o ci sputavano addosso» è quanto hanno confidato alcuni Oss. Anziani maltrattati al Cesana Malanotti: l’operatore indagato viene messo in ferie forzate Professionisti La 58enne, che si è detta profondamente dispiaciuta per tutta questa situazione, lavora nel settore da anni e non aveva mai ricevuto lamentele. Anche il 58enne è un professionista di lunga esperienza nel settore. Prima di arrivare al Cesana Malanotti aveva lavorato per oltre dieci anni nel bellunese. Ora si trova a casa - così come la collega vittoriese - senza poter tornare al lavoro. La sua difesa farà appello contro l’ordinanza di sospensione.








