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Chi fa previsioni non ha dubbi: l'Ai sarà sempre più centrale anche in banca. Secondo una ricerca della società di consulenza e di market intelligence Dimension Market Research, il mercato europeo dell'intelligenza artificiale applicata al credito dovrebbe salire a 9,7 miliardi di dollari alla fine di quest'anno e raggiungere 133,1 miliardi nel 2035. A premere sull'acceleratore saranno soprattutto machine learning, automazione, sistemi antifrode, analisi predittiva e soluzioni di digital banking.

Ma per i regolatori europei e italiani l'Ai non porterà solo efficienza e nuovi servizi, ma anche rischi da gestire. I primi segnali sono arrivati nel 2025: Virgin Money ha dovuto scusarsi per l'errore di un suo chatbot, mentre Klarna ha ammesso che l'automazione spinta per ridurre i costi finisce per peggiorare la qualità dell'assistenza. E negli ultimi mesi l'allarme è salito di livello. Il 3 giugno il vicepresidente della Vigilanza Bce Frank Elderson ha citato il caso di una banca nella quale criminali hanno usato identità create con l'Ai per aprire migliaia di posizioni fittizie e ottenere prestiti, causando perdite per milioni. Francoforte non ha indicato né l'istituto coinvolto né l'ammontare del danno, ma il caso mostra quanto l'Ai possa aumentare velocità e scala delle frodi.