Quotarsi in borsa fondendosi con un veicolo di fatto vuoto, costituito ad hoc. È il meccanismo alla base delle spac (Special Purpose Acquisition Company): la scatola si fa carico dell'iter di ipo, raccoglie capitali e individua una società target che, in questo modo, diventa automaticamente quotata una volta acquisita.
In Italia non se ne parlava da un po', ma a fine luglio una nuova spac ha suonato la campanella di Palazzo Mezzanotte.
Si chiama Ehi!, ha raccolto 35 milioni di euro e ha già individuato l'azienda che porterà sul mercato: Unica, specializzata in bonifiche ambientali e rigenerazione di aree industriali dismesse. È presto per dire se le spac torneranno in auge, ma di certo in passato questo tipo di operazione ha portato a Piazza Affari più di 20 società, soprattutto tra il 2015 e il 2019.
Alcune sono cresciute esponenzialmente nel tempo, come Sesa e Avio, altre invece sono uscite dal radar della borsa o arrancano come Sicily by car.
Negli Stati Uniti una spac, Digital World Acquisition Corp, nel 2024 ha condotto al Nasdaq niente meno che Trump Media, la società del presidente Donald Trump a cui fa capo la piattaforma Truth Social.






