Carbonia. 14 agosto 2026 alle 00:12
Incidenti, rischi quotidiani, carenze di infrastrutture, misteri della toponomastica mai risolti, condotte di guida inadeguate da parte degli automobilisti. Più volte i residenti della frazione di Sirai, in prossimità o dinanzi allo svincolo della statale 126, superano i limiti della pazienza. A ridestare una nuova ondata di preoccupazione e sdegno è stato, due sere fa, un altro episodio, l’investimento di un cagnetto di proprietà in pratica quasi davanti alla casa dei proprietari. Quello degli animali domestici uccisi dai veicoli è purtroppo un fenomeno diffusissimo ma, per quanto riguarda Sirai, risolleva un problema irrisolto da decenni: «Lamentiamo - accusa Gianni Zicca - la mancata regolamentazione del traffico che è sempre intenso e pericoloso: non c'è la rotonda più volte evocata da una ventina di anni, non c'è servizio urbano, l'assenza della toponomastica che costringe a una distribuzione caotica della posta: alle promesse elettorali non crediamo più». E non è tutto: i residenti aggiungono la mancata sistemazione di alcune strade interne che in inverno diventano impraticabili e sollecitano il ripristino della fermata Arts. Ma la questione della sicurezza è prepotentemente in cima alla lista: «Lo svincolo, uno dei principali ingressi o uscita dalla città - ribadisce Sergio Pira, altro residente - è l'unico rimasto escluso molti anni fa dall'imponente messa in sicurezza sulla 126 con una decina di rotonde costruite da Gonnesa sin quasi Sant'Antioco: vergognoso, umiliante, inaccettabile il modo in cui siamo stati volutamente dimenticati da chi avrebbe potuto adottare anche soluzioni temporanee per restituire un minimo di sicurezza». La rotonda non venne costruita perché il Comune perse una causa legale ma da allora non ha mai abbozzato un progetto alternativo. Sullo svincolo, si contano non meno di una decina di incidenti all'anno. L'ultimo, un mese fa: una macchina si è ribaltata finendo a pochi metri dal ristorante pizzeria.







