In Germania, l’organizzazione per i diritti digitali HateAid ha presentato una denuncia penale contro i dirigenti delle aziende che producono e vendono gli occhiali intelligenti di Meta e, parallelamente, in Inghilterra e nel Galles il servizio che gestisce i tribunali civili, penali e familiari ne ha vietato l’ingresso negli edifici giudiziari.

Due provvedimenti diversi anche nel valore. La denuncia tedesca deve ancora essere esaminata dalla procura, mentre i divieti inglese e gallese sono già una regola operativa che riguarda esclusivamente i tribunali e non vieta né la vendita né l’uso degli occhiali nel resto del Paese.

Anche se di identità diversa, gli occhiali smart di Meta hanno suscitato perplessità anche in Italia.

La videocamera della discordia

I Ray-Ban Meta assomigliano a normali occhiali da vista o da sole, ma nella montatura incorporano una videocamera, microfoni e altoparlanti. Chi li indossa può scattare una fotografia, avviare la registrazione di un video premendo un pulsante oppure impartendo un comando vocale a Meta AI. Le immagini vengono conservate temporaneamente negli occhiali e possono essere trasferite all’applicazione Meta AI installata sullo smartphone, quindi condivise oppure trasmesse in diretta.