In arrivo il 18 agosto a Ravenna 73 migranti a bordo dalla nave ong tedesca Humanity 1: uno sbarco che potrebbe accendere ulteriormente la tensione tra Italia e Germania

Continua la querelle tra Italia e Germania sulla gestione dei migranti. Un argomento mai così attuale, se si considera l’imminente arrivo, previsto per il prossimo 18 agosto a Ravenna, di una nave ong tedesca con a bordo 73 migranti provenienti dalla Libia, soccorsi al largo di Lampedusa. Mentre il portavoce dell’Interno tedesco nei giorni scorsi aveva parlato di collaborazioni già in essere con Roma sul ritorno dei cosiddetti “dublinanti” – il cui esito ora sembrerebbe più incerto che mai visto che l’Italia annuncia di non volerli riprendere – il ministro Matteo Piantedosi aveva rilanciato il confronto su una questione parallela: la necessità di ridiscutere il ruolo delle ong tedesche nelle operazioni di soccorso in acque internazionali.

A chiarire per Open cosa prevede al momento il diritto internazionale sulle operazioni di soccorso in mare è l’avvocato Arturo Centore, che si occupa prevalentemente di diritto marittimo ed è un ex comandante per diverse ONG, tra cui la Sea-Watch 3.

L’Ong umanitaria tedesca Sos Humanity aveva raccontato il primo dei due salvataggi in un post pubblicato su Facebook ieri: «Questo pomeriggio, la squadra della nostra nave di soccorso Humanity 1 ha salvato 65 persone da un mare di morte». Secondo quanto riferito, i migranti – tra cui più di dieci minori e quattro donne – erano rimasti bloccati in Libia tre giorni prima e da allora erano stati lasciati senza protezione in mare aperto, sotto un caldo estremo. Un’operazione alla quale se ne è aggiunta un’altra nella giornata di oggi, portando a 73 il numero di persone messe in salvo e in arrivo al porto di Ravenna il 18 agosto. Il rischio, però, è che il secondo salvataggio possa non essere considerato “autorizzato” e venga disposto il fermo dell’imbarcazione, in quanto la luce verde era stata originariamente concessa dal Viminale solo per la prima operazione.