ROMA – Secondo i nuovi dati delle Nazioni Unite sui percorsi migratori, quest'anno si è registrata un'allarmante impennata dei decessi tra le persone in fuga, dal Golfo del Bengala all'Oceano Atlantico. Molti migranti sono stati vittime di trafficanti e truffe lungo le rotte. La vicedirettrice generale dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), Ugochi Daniels, sottolinea però che quasi la metà degli uomini e delle donne che abbandonano case e villaggi si spostano in realtà all'interno della propria regione, in cerca di lavoro, famiglia, istruzione e sicurezza.

I percorsi migratori. Mentre alcune rotte hanno registrato un forte calo degli arrivi, in altre i decessi sono aumentati. Un minor numero di arrivi, tuttavia, non significa necessariamente viaggi più sicuri.

Nel Mediterraneo centrale: risultano morte o disperse 821 persone, con un aumento del 111 per cento, mentre gli arrivi sono diminuiti del 46 per cento, attestandosi a 8.577. Oltre la metà di questi decessi si è verificata a gennaio, a causa del ciclone Harry.

Sulla rotta del Mediterraneo orientale: i decessi sono triplicati, raggiungendo quota 244. Molti di questi sono legati a disastri avvenuti nei pressi di Creta.