«Di fronte alla morte di un ragazzo di 18 anni a Trani il primo sentimento che proviamo è dolore. Un dolore che riguarda la sua famiglia, i suoi amici e tutta la comunità. Ma proprio perché una tragedia come questa ci interroga così profondamente, non possiamo fermarci alle parole di cordoglio».

A parlare é Vito Leccese, delegato nazionale Anci sulla Sicurezza e Polizia Municipale, intervenendo dopo la morte di Cosimo Quagliarella, il giovane accoltellato a Trani.

«Quando una discussione tra coetanei si trasforma nella morte di un ragazzo - continua -, abbiamo davanti un problema che riguarda tutti noi e che dobbiamo avere la capacità di affrontare prima che sia troppo tardi. Per questo comprendo e condivido la preoccupazione dell’amministrazione di Trani”.

«Una tragedia, quella di Trani – continua Leccese –, che riguarda innanzitutto una famiglia che oggi piange un figlio. A quella famiglia va il nostro cordoglio. Alle istituzioni, però, spetta una responsabilità ulteriore: non limitarci a intervenire quando il problema è già esploso. Dobbiamo mettere i Comuni nelle condizioni di prevenirlo. Questa è la discussione che dobbiamo aprire, con serietà e soprattutto senza slogan».

Per Leccese, un Comune deve poter intercettare il disagio prima che diventi un problema di ordine pubblico. «Per farlo servono educatori, servizi sociali, scuola, sport e luoghi nei quali i ragazzi possano stare insieme. Sono strumenti di prevenzione e, quindi, sono strumenti di sicurezza».