Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha confermato la linea dura sulla sospensione dell'accordo di Schengen con la Spagna, chiudendo per ora la porta a una revoca anticipata. In audizione davanti alla Commissione Schengen, il titolare del Viminale ha ribadito che la decisione "non sarà rivista prima del 15 agosto e, comunque, solo quando saranno completamente esclusi i rischi di sicurezza per l'Italia", ha detto. Una posizione dura che si accompagna però al respingimento delle accuse di strumentalizzazione politica arrivate da Madrid, sottolineando che il provvedimento non nasce da una "speculazione contro la Spagna, ma dall'obiettivo di tutelare la sicurezza nazionale", come ha sottolineato. La sospensione, adottata dal governo italiano il 31 luglio scorso dopo la crisi migratoria di Ceuta, con circa 60 mila arrivi irregolari stimati dalle autorità spagnole, riguarda i collegamenti aerei e marittimi con la Spagna ed è formalmente in vigore, secondo la notifica alla Commissione europea, fino al primo settembre.Il ministro ha ricordato che la scelta italiana rientra pienamente nel diritto europeo. "Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell'Italia. Non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento", ha affermato il ministro. Ha invece marcato una distinzione netta rispetto ai controlli decisi da Madrid sui collegamenti dall'Italia: mentre l'iniziativa italiana si fonderebbe su basi oggettive e attività di controllo verificabili, quella spagnola corrisponderebbe, per stessa ammissione delle autorità iberiche, a una "logica sostanzialmente ritorsiva". Il ministro aveva già anticipato nei giorni scorsi che una possibile revoca sarebbe stata valutata solo dopo Ferragosto, definendo la misura uno strumento previsto dai regolamenti europei da adottare come extrema ratio in presenza di condizioni di potenziale pericolo per la sicurezza nazionale. Per i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Paesi Ue non cambia nulla: i controlli riguardano esclusivamente i cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna."Anche la Germania - ha aggiunto Piantedosi -, dopo una serie di chiusure parziali solo per determinate frontiere, a partire dal 2025 ha esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti". Per questo, secondo il ministro, "non va dimenticato che il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è stato attivato centinaia di volte negli anni dai Paesi europei". Il titolare del Viminale ha ricordato che "la stessa Spagna vi ha fatto ricorso 19 volte a partire dal 2009, così come alcuni altri Paesi hanno fatto nei confronti dell'Italia o di altri partners. Attualmente sono diversi i Paesi che praticano questa misura, come, ad esempio, la Francia, l'Austria, la Germania, la Danimarca, l'Olanda, la Polonia, la Svezia e la Norvegia". Per Piantedosi, in particolare, è "emblematico il caso della Francia che oramai dal lontano 2015, cioè da 11 anni, mantiene chiuse delle frontiere con Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e con la stessa Spagna". Per questo, ha concluso, "sorprende che a fronte di questa misura generalizzata e, oramai, di fatto permanente, non vi siano state le stesse reazioni che si sono sviluppate in Italia, e contro l'Italia, per una decisione proporzionata sia nell'attuazione che nella durata limitata ad un mese".
Dopo Ceuta Piantedosi frena su Schengen: "La sua sospensione resta in vigore fino all'azzeramento dei rischi"
Il ministro dell'Interno in audizione: "Continuerà almeno fino al 15 agosto". Ma assicura: "Non è una speculazione contro Madrid. E da Madrid solo ritorsione"











