No della Procura ai domiciliari per Lavitola. L'imprenditore sostiene di aver voluto proteggere Ranucci. Resta l'ipotesi dell'ingresso in politica
Giorgia Bonamoneta
Giornalista pubblicista, si concentra sulla politica e la geopolitica, scrive anche di economia e ambiente. Laureata in Editoria e Scrittura presso La Sapienza di Roma, ha iniziato a scrivere per una testata impegnata sui diritti civili, prima di lavorare in diverse testate di attualità.
Valter Lavitola ha raccontato che l’attentato a Sigfrido Ranucci doveva avere modalità differenti. Non materiale esplosivo, ma giusto pochi colpi sparati contro il muro della villetta di Pomezia, vicino Roma. Dopo l’esplosione l’indagato non avrebbe avuto comunque nulla da ridire, visto l’esito positivo dell’operazione. La Procura di Roma ragiona sul dare parere negativo ai domiciliari per l’imprenditore, richiesta avanzata tramite l’avvocato sulla base dell’ammissione di responsabilità.
No ai domiciliari per Lavitola










