Eseguiti con successo e per la prima volta in Sardegna, all'ospedale Brotzu di Cagliari, gli impianti dei nuovi elettrocateteri direzionali per la stimolazione cerebrale profonda, una tecnologia di ultima generazione destinata ai pazienti con gravi disturbi del movimento non più controllabili con i farmaci.
Un risultato che segna un importante passo avanti per la sanità sarda: da oggi chi necessita di questo trattamento potrà essere curato nell'Isola, evitando i trasferimenti verso i centri del Nord Italia o all'estero.
GLI INTERVENTI – I due interventi hanno riguardato pazienti affetti rispettivamente da distonia e da tremore resistente ai farmaci, secondario a sclerosi multipla. A distanza di alcune settimane dall'intervento entrambi sono in buone condizioni cliniche e presentano un miglioramento significativo e stabile dei sintomi.
La stimolazione cerebrale profonda rappresenta una delle terapie più efficaci per il trattamento di alcune forme gravi di Parkinson, distonia e tremore quando le cure farmacologiche non sono più sufficienti. Il suo funzionamento può essere paragonato a quello di un pacemaker cardiaco: attraverso un intervento neurochirurgico vengono impiantati due sottilissimi elettrodi in aree profonde del cervello che controllano il movimento. Gli elettrodi sono collegati a un neurostimolatore, inserito sotto la cute nella regione del torace, che invia impulsi elettrici in grado di modulare l'attività dei circuiti cerebrali alterati, riducendo tremore, rigidità e movimenti involontari. Una volta impiantato, il dispositivo viene programmato e regolato dai neurologi, che possono adattare la terapia nel tempo senza ulteriori interventi chirurgici.






