Salute. 06 agosto 2026 alle 00:25Restituita la mobilità a un 63enne, équipe guidata da Giuseppe Dessì
Una protesi d’anca personalizzata, progettata su misura e realizzata con la stampa 3D. La chirurgia del futuro è già a Cagliari. Nel reparto di Ortopedia e Traumatologia del Brotzu, per essere precisi. Qui l’équipe guidata da Giuseppe Dessì («con il primo intervento di questo tipo in Sardegna», dice l’Arnas), ha restituito la mobilità a un paziente di 63 anni con una storia clinica complessa. Il primo intervento al quale si era sottoposto, in Francia, risale al 1985. Ma solo dopo 41 anni – e un’operazione di revisione, nel 2000, che non aveva funzionato – è arrivata la vera svolta. Con l’ingresso in sala operatoria al San Michele lo scorso 6 giugno. La notizia viene divulgata solo in queste ore: in ospedale volevano essere sicuri che tutto fosse andato per il meglio.
Il problema
«Con il trascorrere degli anni, il progressivo allentamento dell'impianto per mobilizzazione asettica aveva determinato una gravissima perdita di sostanza ossea del bacino, fino a provocare un importante difetto acetabolare», fanno sapere dall’Arnas. Tradotto: non solo la parte superiore del vecchio impianto si era rovinata, ma aveva anche danneggiato la parte buona dell’osso. «Una condizione che rendeva inutilizzabili le tradizionali protesi di revisione disponibili in commercio e imponeva una soluzione completamente personalizzata».








