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La procura di Roma secondo quanto si apprende darà parere negativo alla richiesta di arresti domiciliari avanzata ieri dopo l'interrogatorio di garanzia dal difensore di Valter Lavitola. L'ex editore e imprenditore, in carcere da lunedì e al quale viene contestato il metodo mafioso, ha confessato ieri di essere il mandante dell'attentato nell'ottobre scorso davanti all'abitazione dell'amico giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci sostenendo di averlo fatto per fargli innalzare il livello di protezione.
Ranucci, la confessione di Lavitola dopo l'interrogatorio: "Sono io il mandante"
Alla luce dell'ammissione e di altri elementi a suo parere emersi l'avvocato Sergio Cola ha chiesto l'attenuazione della misura ritenendo che non sussistano il pericolo di fuga, la mancata collaborazione e l'inquinamento probatorio. I magistrati capitolini sarebbero orientati a dare un parere negativo a questa attenuazione delle misure cautelari. L'ultima parola sulla decisione spetterà al gip.










