Il tentativo di sequestro va in scena all’uscita del campo nomadi di via Monte Bisbino. Gli aggressori si presentano in sette, su due macchine, impugnando bastoni di legno e una pistola, che si rivelerà poi finta. Nel mirino finisce una donna di trent’anni che nel campo ci vive. È in auto insieme al fratello: gli aggressori circondano il loro veicolo, spaccano il vetro e cercano di tirarla fuori dalla vettura per sequestrarla.
Un raid che fallisce soltanto per l’intervento degli altri occupanti del campo, che difendono la trentenne e danno l’allarme. I primi ad arrivare sul posto - pochi minuti prima delle 13 di ieri - sono i carabinieri della Pmz Magenta. A loro la vittima racconta di aver riconosciuto uno degli assalitori: un uomo che, racconta, si è innamorato di lei e per questo avrebbe cercato di rapirla.
Sono proprio le sue parole a indirizzare gli investigatori verso il campo nomadi di Vigevano, dove vengono rintracciati in tre: un trentaquattrenne nato in Italia - proprio l’uomo che si sarebbe invaghito della donna -, un ragazzo di ventitré anni e un terzo uomo di quarantuno. Tutti sono accusati di aver preso parte al raid in Monte Bisbino e per questo sono stati denunciati per minaccia aggravata, tentato sequestro di persona e danneggiamento. La trentenne che il gruppo ha cercato di rapire è stata invece accompagnata in codice verde al Sacco.








