Il consigliere federale Beat JanskeystoneDi: pon Il Consiglio federale non ne vuole sapere della cosiddetta “Iniziativa bussola”, che ritiene formulata in modo poco chiaro e legata a un caso specifico, quello del nuovo pacchetto di intese fra Svizzera e UE. La proposta vuole modificare a posteriori le modalità di voto relative ai Bilaterali III, afferma l’Esecutivo, che mercoledì ha pertanto raccomandato al Parlamento di respingerla senza opporle alcun controprogetto diretto o indiretto. L’iniziativa, promossa da ambienti imprenditoriali nel 2024 e consegnata nel 2025 con oltre 111’000 firme valide, vuole estendere il ricorso al referendum obbligatorio nell’ambito dei trattati internazionali, in particolare laddove questi prevedano il recepimento di norme di diritto. Con il suo messaggio, il Consiglio federale ha ribadito una decisione di principio già adottata il 26 novembre dello scorso anno. Per l’Esecutivo, “il referendum obbligatorio è un pilastro della democrazia svizzera e pertanto non dovrebbe essere modificato sulla base di riflessioni politiche a breve termine”. È quindi problematica la disposizione transitoria che fa specifico riferimento al voto sugli accordi con l’Unione europea. Per questi il Consiglio federale ha ribadito mercoledì di continuare a prediligere il referendum facoltativo e quindi il voto con la maggioranza semplice, e non il referendum obbligatorio che richiederebbe l’approvazione di popolo e Cantoni. L’ultima parola l’avrà comunque il Parlamento.L’UDC e anche il “senatore” grigionese del PLR Martin Schmid, autore di una mozione sul tema, hanno sostenuto che per chiarezza si debba votare prima sulle regole del gioco (l’iniziativa) e poi sui contenuti dei Bilaterali III, ma Governo e Consiglio degli Stati si sono già detti contrari ad anticipare il voto sull’iniziativa.06:25 Nuovo intoppo per i Bilaterali IIISEIDISERA 11.08.2026, 18:0003:03NotiziarioNotiziario 12.08.2026, 16:00CorrelatiTi potrebbe interessare
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