Era scritto nel destino che ieri agli Europei di Parigi Sara Curtis realizzasse il record mondiale dei 50 dorso nel giorno in cui a conquistare le medaglie fossero gli ultimi due detentori italiani di un primato mondiale: Thomas Ceccon (nei 100 dorso) e Benedetta Pilato (nei 50 rana). Non sono tanti gli azzurri ad aver centrato questo prestigioso obiettivo. In ordine di apparizione, Novella Calligaris, Giorgio Lamberti, Federica Pellegrini, Ceccon, Benedetta rana e adesso la 19enne cuneese, capace di infrangere nei 50 dorso il muro dei 27″, da prima europea.La Curtis partiva dal record continentale timbrato al Settecolli il 26 giugno: nella neo specialità olimpica ha cancellato di 23 centesimi il limite della padrona mondiale del dorso, l’australiana McKeown che a Budapest 2023 aveva nuotato in 26″86. Sara nella semifinale europea ha toccato in un sensazionale 26″63, migliorabile stasera in finale. «È una follia, era il sogno più grande della mia vita. Non so nemmeno metabolizzare cosa sto provando. Fare un record del mondo in semifinale è diverso che in finale. Io sapevo di potercela fare, è stato inaspettato ma voluto. Non pensavo arrivasse ora, ma sapevo sarebbe arrivato. Ora c’è la finale, voglio l’oro e ricordarmi che questo è stato un grandissimo giorno». E la magica Sara scappa ad aiutare la staffetta 4x100 sl per un clamoroso argento, una medaglia che mancava all’Italia dal 2016 a Londra, sempre d’argento con Federica Pellegrini. Sara nuota in seconda frazione in 52″29 dopo Emma Menicucci (53″85) lasciando in testa il quartetto, poi tocca a Chiara Tarantino (53″68) e a baby Mao (ha 15 anni), autrice di 53″37 per difendere al tocco il 2° posto dietro l’Olanda. L’Italia in 3′33″19 (record italiano) e si lascia dietro la Russia di bronzo e la Francia.Prima erano maturate le medaglie delle punte. Due bronzi di rumore. Bastava leggersi il post dell’olimpionico dopo l’ultimo tempo utile delle semifinali: «Piuttosto che fare ancora i 200 dorso vado a zappare i campi di pomodori». Refrattario alla... normalità, sincero sino a finire nella bufera (“boia chi molla” e fu costretto a cancellare il post) e ieri il messaggio sui social dedicato a Sara («buon bronzo da parte mia ma verrà eclissato dal WR di Curtis, brava Sara ma io il WR ce l’ho da 4 anni eheheh»). Pensava di non valere una medaglia dopo aver visto l’ungherese Kos sfiorare il mondiale e fare il record europeo in 1′52″30. Dalla corsia 8, invece, in finale si è come trasformato, ha fatto valere la sua classe e il temperamento del campione, polverizzando il record italiano realizzato a Brisbane un anno fa nella sua parentesi australiana (da 1′55″70 a 1′53″96). «Un tempo che comincia a voler dire qualcosa, volevo tanto scendere sotto 1′54″, è andata bene, ho provato a essere aggressivo ma nell’ultimo 50 ho fatto tanta fatica. Mi sono allenato tanto per fare questo maledetto 200 dorso: sono contento per questo».La Pilato a Parigi 2024 aveva fatto clamore perché dopo il quarto posto nei 100 rana per un centesimo era finita dentro una polemica a distanza con la Di Francisca sull’essere felice per una medaglia di legno, ma che grazie alla sua presa di posizione aveva di fatto provocato l’iniziativa del presidente Mattarella di premiare dopo i Giochi tutti i quarti posti. L’anno scorso invece, a Singapore dopo il bronzo mondiale nei 50 rana era finita nel caso del furto all’aeroporto che le ha procurato anche una squalifica di tre mesi. Trasferitasi a Roma, Benny ha resettato tutto e preparato nel silenzio questa grande rivincita europea: un bronzo nei 100 rana, di cui è stata oro mondiale ed europeo nel 2022, in 1′05″89 dietro la britannica d’oro Evans e la McSharry. Dirà Benny: «Ho sentito il mio tecnico Mirko che urlava e mi sono detta, devo resistere. È stato un anno complicato, mi merito la medaglia. E ho cambiato tutto a Roma». I 100 sl al romeno Popovici, 7° D’Ambrosio. Negli 800 Luca De Tullio 6°.