Il governo Merz approva la riforma dei servizi di intelligence: più capacità cyber, strumenti di intelligenza artificiale e, in casi circoscritti, misure operative per fermare attacchi e sabotaggi. Sullo sfondo c’è la pressione delle operazioni ibride russe, ma anche la volontà di Berlino di dipendere meno dalle informazioni degli alleati
Il governo di Friedrich Merz ha approvato la riforma del diritto sui servizi di intelligence che amplia in maniera considerevole le prerogative del Bundesnachrichtendienst, il Bnd, e del Bundesamt für Verfassungsschutz, il BfV. È uno dei cambiamenti più rilevanti nell’architettura di sicurezza tedesca degli ultimi decenni e arriva mentre Berlino registra un aumento di episodi di spionaggio, sabotaggio e attività cyber riconducibili o sospettate di essere riconducibili ad attori statali stranieri. Il punto della riforma? I servizi tedeschi non dovranno più limitarsi a individuare una minaccia, ma potranno, entro confini definiti dalla legge, contribuire direttamente a neutralizzarla.
“Non si tratta soltanto di consentire ai servizi di vedere e ascoltare meglio”, ha spiegato – riporta Politico – il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt presentando il provvedimento. La Germania, ha aggiunto, è ormai quotidianamente esposta a spionaggio, sabotaggi, cyberattacchi e operazioni coperte condotte da potenze straniere.












