Giovedì c’è l’elezione suppletiva per il seggio del parlamento britannico di Nigel Farage, il leader del partito di destra populista Reform UK. L’aveva innescata Farage stesso, dimettendosi e ricandidandosi subito con l’intenzione di trasformarla in un plebiscito per distogliere l’attenzione da vari scandali con cui è alle prese. Sulla carta, non è un’operazione politica rischiosa: il collegio di Clacton-on-Sea è uno dei posti dove Reform ha maggiori consensi e Farage considera certa la rielezione.
Nelle ultime settimane le cose non sono andate però come desiderava.
Con la campagna elettorale si è parlato ancora di più degli scandali, e lui non ha dato risposte convincenti. Anche alcuni sostenitori di Reform hanno ritenuto le dimissioni una mossa scenografica e azzardata. Soprattutto, l’elezione non è lo scontro «con l’establishment» prefigurato da Farage, che sostiene gli scandali siano una macchinazione contro di lui dei media e delle istituzioni. Il voto ha preso invece una piega farsesca perché tutti i principali partiti si sono rifiutati di partecipare, per non assecondare il suo gioco retorico.
In assenza di veri avversari, il principale sfidante è rimasto Count Binface, un candidato satirico con un bidone in testa che dice di essere un guerriero spaziale. Da alcuni anni Binface, impersonato dal comico Jon Harvey, è una presenza familiare nella politica britannica. L’essersi ritrovato inaspettatamente come l’antagonista di Farage ha trasformato Binface in una specie di eroe online e il personaggio, che già aveva un suo seguito sui social, è stato abile a cavalcare questa narrazione. Di solito Binface non supera l’1 per cento, stavolta otterrà quasi sicuramente il risultato migliore in carriera.









