L’amministrazione di Donald Trump prevede di spendere oltre 900 milioni di dollari per i “progetti di modernizzazione” della Casa Bianca, una cifra molto superiore a quanto riferito in precedenza e che sarebbe coperta soprattutto dai contribuenti. Lo ha rivelato il Washington Post, che ha visionato contratti riservati e documenti di pianificazione di quella che potrebbe essere la ristrutturazione più costosa del complesso presidenziale degli ultimi 80 anni. Secondo il quotidiano, Trump non ha presentato la richiesta di fondi al Congresso, ma ha reperito le risorse da altri enti e donatori su un conto privato usato per la manutenzione ordinaria della Casa Bianca e che di solito gestisce pochi milioni di dollari.

A occuparsi dei lavori sarà l’Executive Residence, un ufficio della Casa Bianca dedicato all’abitazione privata del presidente. Questo ufficio non è soggetto alle regole di trasparenza imposte alle agenzie federali: secondo i registri pubblici visionati dal Washington Post, durante il secondo mandato di Trump sono arrivati sul conto 875 milioni di dollari, di cui 500 dallo U.S. Secret Service e dal White House Military Office – originariamente stanziati dal Congresso per il reclutamento e l’addestramento di agenti – e altri 305 da donazioni private. La notizia arriva a pochi giorni dalla sentenza della corte d’appello federale, che ha stabilito che l’amministrazione deve ricevere l’approvazione del Congresso per costruire la sala da ballo nell’Ala Est, che fa parte delle voci di costo incluse nell’inchiesta della testata, insieme alla riqualificazione della Lafayette Square, la costruzione di un eliporto e un nuovo centro di screening per i visitatori.