LATINA - Marito e moglie morti lo stesso giorno dopo una vita passata insieme a faticare, il lavoro, la vigna, le galline, i kiwi. Lui 89 anni, lei 83. Morti nelle campagne dell'Agro pontino, a Cisterna, in via del Prato. Faceva un gran caldo eppure, come ogni santo giorno erano lì, a badare al podere. Anche con questo caldo infame che è stato loro fatale. Più che un giallo è un dramma estivo. Li hanno trovati i parenti. Li stavano cercando da ore. Quando però sono arrivati i carabinieri e hanno visto i due cadaveri hanno fermato tutti e tutto, isolato quella che poteva essere la scena di un crimine. Chiamato il pm di turno, chiesto l'intervento del medico legale. Poi hanno preso a verbale i presenti e come è logico che sia ogni parola è stata soppesata e messa in dubbio. Ecco perché il giallo iniziale, senza neppure escludere il peggio, l'omicidio. Con il passare delle ore poi, i tasselli di questa storia di mezza estate hanno cominciato a incastrarsi, il giallo si è scolorito. Ma ripartiamo dall'inizio. Quando la prima pattuglia dell'Arma arriva sul posto vede un'utilitaria in là con gli anni. Gli sportelli aperti, aperto anche il portellone posteriore. E il motore acceso. Ci girano attorno e vedono il primo cadavere, un uomo. Anziano. Verificheranno dopo che ha 89 anni e si chiama Danilo Bordin. Non ha ferite evidenti né segni di colluttazione. Il secondo cadavere è sotto le piante, vicino alla vigna. E' una donna. All'anagrafe Vanda Pegorin, la moglie, aveva 83 anni. Anche lei è riversa a terra. Le loro famiglie, entrambe di origine veneta, erano arrivate qui dopo la bonifica, assegnatarie di poderi dell'Opera nazionale combattenti. Martedì sera, sono ormai le 21 passate quando arriva il medico legale, la dottoressa Maria Cristina Setacci. Il suo sopralluogo dura a lungo. Osserva la scena, i corpi senza vita, cerca indizi rivelatori. Alla fine, quando lascia il podere non dice neppure una parola. Neppure i carabinieri. Né il capitano Fabrizio Pantano, né il comandante della stazione di Podgora. Sono concentrati, vogliono capire che disegno hanno prodotto i tasselli che hanno raccolto. E così veniamo a ieri mattina. A mente fredda le cose sembrano più chiare. Le dichiarazioni accalorate dei parenti non hanno smagliature, non ci sono contraddizioni. «I due signori erano persone tranquille, venivano spesso alla vigna - racconta un vicino - Ieri non ci eravamo accorti di loro, fino a quando non abbiamo sentito urlare i parenti». Ma cosa è accaduto? La signora Vanda non stava bene. Il marito, mentre dava da mangiare alle galline e innaffiava la vigna, l'aveva fatta sedere all'ombra di una grossa pianta. «Lo faceva sempre» raccontano i familiari. Al momento di andar via l'ha chiamata. Era l'ora di pranzo, quasi 40 gradi, per questo aveva acceso il motore dell'auto e l'aria condizionata, aperto sportelli e portellone, per evitare alla moglie tutto quel caldo. Lei però non ha risposto. Allora si è preoccupato. Quando ha visto sua moglie a terra gli è mancato il fiato, ha provato a farla rinvenire, ha cercato di sollevarla. «Voleva portarla in ospedale» assicurano i parenti. Ma, spiegano gli inquirenti, non ce l'ha fatta. Così è tornato verso l'auto, però la concitazione e anche lo sforzo gli sono stati probabilmente fatali. Si pensa a un infarto. Al momento sono ipotesi. Bisognerà aspettare domani. Alle 9 nella camera mortuaria dell'ospedale di Latina è fissata l'autopsia. Toccherà alla dottoressa Setacci confermare questa ricostruzione. Ieri il pm Antonio Priamo, 41 anni, a Latina da gennaio, gli ha affidato l'incarico.
Marito e moglie morti nei campi: Vanda stroncata dal caldo, Danilo prova a salvarla e ha un malore
LATINA - Marito e moglie morti lo stesso giorno dopo una vita passata insieme a faticare, il lavoro, la vigna, le galline, i kiwi. Lui 89 anni, lei 83. Morti nelle campagne dell'Agro pontino,...










