ROMA - È cominciata la ricerca del successore di Ranucci. Sono, addirittura, dieci le possibili alternative a Sigfrido. Ma tra queste per ora non c'è il nome che batte tutti, l'insuperabile e l'inattaccabile, quello che mette a tacere ogni polemica. Quanto basta a pensare che la ripresa, l'8 novembre, di Report l'ad Giampaolo Rossi considera la trasmissione un asset irrinunciabile della Rai sarà un momento molto delicato per l'azienda della televisione pubblica.

Le ipotesi Il nome che metterebbe a tacere tutto e tutti, ottenendo un plauso bipartisan, sarebbe quello della Gabanelli ma Milena, prima conduttrice di Report prima di lasciare lo "scettro" a Ranucci, nei colloqui informali che ha avuto in queste settimane, si è detta indisponibile. Le è stato chiesto nel suo buen retiro di Sasso Marconi almeno di dare un suggerimento per il post Sigfrido, se non esplicitamente di tornare, ma lei si è sottratta. Sembra quasi di sentire la canzone di Antonello Venditti, "Bomba o non bomba": "A Sasso Marconi incontrammo una ragazza / che viveva sdraiata, sull'orlo di una piazza / e le dicemmo: Vieni! Dolce sarà la strada, / lei sfogliò il fiore e poi ci disse no / ma bomba o non bomba, noi arriveremo a Roma, malgrado voi". E Milena? A lei non dispiacerebbe il ritorno in campo di Minoli, l'inventore di Professione Reporter poi diventato Report. In cima ai desiderata dei vertici Rai ci sarebbe Federico Ruffo, ex inviato di Report, dal 2020 conduttore di "Mi manda Rai3" e stimato ai piani alti dell'azienda per aver rilanciato questa trasmissione storica. Proprio di lui, molto temuto da Ranucci come suo rimpiazzo, si parla spesso nelle chat tra Sigfrido e Valter. Il primo gira al secondo un messaggio che ha ricevuto da un anonimo: «Mercoledì Ruffo ha incontrato il braccio destro di Meloni per Report». Qualche giorno dopo gliene invia un altro, sempre recapitatogli da fonte anonima: «Quel f. di merda ormai sta culo e camicia con tutti loro. E a settembre dicono che Report deve passare nelle sue mani perché è quello giusto». Condivide con Lavitola un terzo messaggio che Ranucci ha ricevuto da un conoscente: «Vogliono mettere quello lì perché sarebbe in discontinuità con te». Ruffo ha qualche dimestichezza con il giornalismo d'inchiesta: è quello che, per primo, ha svelato che il Quirinale aveva concesso la grazia a Nicole Minetti.La discontinuità Altra scelta di discontinuità, di cui si parla nel circuito mediatico-politico ma in verità le chance sono minime, è quella Massimo Giletti al posto di Sigfrido. Più forte, ma questa sarebbe una scelta all'insegna della continuità, è invece l'opzione Giorgio Mottola. Non è un volto che spacca, come si dice in gergo, ma l'inviato di punta di Report è ormai ai ferri corti con Ranucci e ciò può aiutarlo. Anche presso la redazione che ormai ragiona come tutti in chiave post Sigfrido. La squadra del programma, gelosissima della sua autonomia, è in subbuglio, teme il commissariamento e ha già fatto sapere che, nel caso, preferirebbe un interno. Soluzione che, alla fine, potrebbe evitare il caos. E la continuità sarebbe utile anche a scongiurare il sospetto di voler censurare il giornalismo d'inchiesta. Mottola, che in questi giorni è magna pars nel commissariamento di Ranucci, è però quello che ha firmato le inchieste più dure contro la destra. Mottola ovviamente sarebbe gradito anche all'altro "dioscuro" Giulio Valesini, i due che hanno fatto firmare alla redazione il documento in base al quale le future inchieste di Report devono essere decise da questa sorta di soviet. Circostanza che ha scatenato le reazioni, con la redazione che si è trovata "costretta" a difendere formalmente Ranucci, considerato da quasi tutti ormai già un ex. E fin qui, comunque, siamo a cinque possibili o impossibili alternative a Ranucci: tra vecchie glorie Rai e scalpitanti reportisti. E poi? Per arrivare ai "dieci tra ragazze e ragazzi per Report", ne mancano altrettanti. Un nome che gira è quello di un esterno, un volto noto senza connotazioni politiche, un professionista serio del Tg1: Alessio Zucchini.I criteri E siamo a sei. La verità è che la ricerca sta solo nella fase iniziale, ed è complicatissima. Ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione: occorre pensare agli incassi pubblicitari (che sono il forte della trasmissione), a non deprezzare il brand Report e a non rovinare un asset di successo, alla delicatezza della scelta del conduttore di questa trasmissione nell'anno elettorale. Ma le complicazioni non tolgono il fatto che si sta pensando con molta urgenza al dopo Ranucci. Impazza il toto post Sigfrido anche in campo femminile. Tre donne, Gabanelli a parte come detto, sarebbero nel taccuino dei "cacciatori di teste" della Rai: Giulia Innocenzi, Sabrina Giannini e Giulia Presutti. La prima è stata attaccata per il documentario di Report a favore del veganesimo ma le accuse appaiono poco fondate e Innocenzi ha possibilità di diventare il volto di punta. Giannini ex di Report da 10 anni guida Indovina chi viene a cena ed è considerata molto vicina a Gabanelli, con la quale ha firmato molti servizi di punta. Quanto a Presutti, da 8 anni è a Report ma non appartiene al cerchio magico di Ranucci. E il decimo della lista? È quello di cui si parla di meno e quindi occhio. Si tratta di Peter Gomez. Il quale ha già una trasmissione in Rai, non è di destra ma non dispiace a destra e chissà. C'è poi un'altra ipotesi, l'undicesimo nome che non è un nome. L'ipotesi, cioè, di non far condurre a nessuno il Report 2027 cambiandone la formula e facendolo diventare un flusso di inchieste, cucite tra di loro da una o più voci fuori campo. Così, come Polifemo accecato da Ulisse, alla domanda "ma chi conduce Report?", si potrebbe rispondere: «Nessuno».