Un programmatore ha chiesto al suo agente di AI di verificare la lista di attesa per una lezione di pilates. Questo ha cancellato la prenotazione di altri utenti

L’AI può davvero fare tutto al giorno d’oggi. Con una “adeguata” configurazione, un assistente può anche monitorare gli slot a disposizione dei corsi di pilates e prenotare un posto. Anche a costo di "hackerare" i sistemi della palestra. É successo in Australia, lo scorso aprile, quando l’assistente di Andrew Bird, responsabile del settore AI di una compagnia di sviluppo software, Affinda, ha prenotato un posto come richiesto dall'utente, non curante delle persone già in attesa. E per soddisfarlo, non si è fatto «problemi» ad hackerare il sistema informatico della palestra.

Cos'è successoTutto comincia quando il programmatore, stanco di verificare manualmente quando, e se, si fosse liberato un posto nel corso di pilates tra i più richiesti della palestra di Melbourne che frequenta, ha affidato l’ingrato compito al suo assistente AI basato su OpenClaw e collegato a Claude Opus 4.6 di Anthropic.

L’agente - come in altri casi che abbiamo raccontato - ha cercato di soddisfare la richiesta dell’utente a qualunque costo. Questo perché è programmato per raggiungere un obiettivo, non per comprendere se le azioni che compie siano giuste o sbagliate. In questo caso, l’agente ha rilevato che il software utilizzato dal centro di fitness aveva una API - ovvero un insieme di regole che permette a diversi sistemi informatici di comunicare tra loro - esposta e cioè vulnerabile. Una volta individuata, l’agente ha scoperto che il server permetteva di prenotare corsi prima della finestra temporale prevista dall’interfaccia, anche diversi mesi prima. In quel frangente, Bird si trovava quarto nella lista d’attesa per una lezione. Ha chiesto così all’agente di farlo avanzare nell'elenco.