È una delle settimane più calde dell’estate e, mentre milioni di italiani si spostano per le vacanze, molte persone anziane restano sole nelle proprie abitazioni. È proprio in questi giorni che aumenta l’importanza della prevenzione contro le truffe: i malviventi fanno leva sulla solitudine, sulla fiducia e sull’ansia provocata da una presunta emergenza per convincere le vittime a consegnare denaro, gioielli o dati personali. L’invito dei Carabinieri è a non abbassare la guardia e, soprattutto, a mantenere un contatto quotidiano con i familiari, i vicini e le persone di fiducia che vivono vicino agli anziani. Il trend è in aumento nonostante una campagna di sensibilizzazione enorme da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Gli anziani hanno bisogno di un aiuto e di un supporto costante. Se qualcuno telefona chiedendo soldi, gioielli o informazioni personali, la regola è una sola: fermarsi, non avere fretta e verificare. Le truffe agli anziani continuano infatti a sfruttare schemi semplici ma estremamente efficaci. Il truffatore costruisce una situazione di paura o urgenza, impedisce alla vittima di riflettere e propone una soluzione immediata, quasi sempre accompagnata dalla richiesta di denaro o di beni di valore. Il meccanismo ricorre in molte delle truffe più diffuse. Un telefonata, un messaggio o una persona alla porta fanno credere all’anziano che sia accaduto qualcosa di grave a un familiare. A quel punto il truffatore chiede di agire immediatamente. Ma c’è una regola semplice da ricordare: Carabinieri e altre Forze dell’ordine non chiedono mai denaro, gioielli o altri beni di valore per risolvere un problema giudiziario, evitare un arresto o “mettere al sicuro” i propri beni.