Pubblicato il: 13/08/2026 – 6:50

COSENZA Nel 2021 fu un’antesignana del futuro “campo largo”, sei anni dopo Cosenza si conferma un laboratorio politico unico nel suo genere, dove le paradossali divisioni interne al Partito democratico, anziché indebolire la giunta, finiscono per blindare la figura del sindaco Franz Caruso in vista dell’imminente campagna elettorale.Quello che altrove verrebbe catalogato come un pericoloso principio di “incendio politico”, tra Crati e Busento si trasforma in un paradosso di stabilità. La città dei Bruzi si riscopre non più solo laboratorio di formule geopolitiche inedite, ma vera e propria “anomalia” strutturale. Al centro del quadro ci sono i “due Pd”: una galassia dem spaccata a metà tra la linea della federazione provinciale e le correnti interne al gruppo consiliare di Palazzo dei Bruzi. Eppure, contrariamente a ogni legge della fisica politica, questa frammentazione non indebolisce il sindaco Franz Caruso. Al contrario, lo rafforza.

Il gioco dei pesi e contrappesi

La dialettica interna al Partito democratico cosentino ha creato un sistema di pesi e contrappesi in cui il primo cittadino si muove con strategica disinvoltura. Nessuna delle due anime del partito può infatti permettersi il lusso di aprire una crisi al buio, col rischio di consegnare la città al centrodestra proprio alla vigilia della lunghissima maratona elettorale. Franz Caruso resta così il perno insostituibile della coalizione, forte di un’azione amministrativa che prosegue dritta per la sua strada e di una capacità di mediazione che ha neutralizzato, finora, ogni malumore. Se da un lato il sindaco ha rimarcato il suo “civismo” con il celebre patto di gennaio con Francesco De Cicco, le sue ultime uscite – dal cantiere di via Padre Giglio al taglio del nastro della bretella per Mendicino – ribadiscono la voglia di rivendicare quanto fatto per la città. A prescindere dalla invadenza (e litigiosità) dei partiti che lo sostengono.