Per la pelle ogni estate si ripete la stessa scena: ci si espone al sole, a volte ci si scotta e poi si spalma “qualcosa” che promette sollievo. A volte un doposole, a volte una crema idratante, altre un rimedio che possa dare sollievo. Ma cos’è davvero un doposole e cosa succede alla pelle dopo l’esposizione solare? Abbiamo chiesto alla Professoressa Pucci Romano, dermatologa e divulgatrice scientifica, se funziona davvero o è solo un gesto rituale post-spiaggia.

Pelle: cose succede durante l’esposizione solare?

«Quando ci esponiamo al sole, la nostra pelle è bersaglio di un mix complesso di radiazioni UVB e UVA, responsabili rispettivamente dell’eritema (scottatura) e dell’invecchiamento cutaneo. L’esposizione solare genera radicali liberi, danneggia lipidi, proteine e DNA, e può innescare un’infiammazione silente anche senza arrossamenti evidenti. Il risultato è una pelle disidratata, vulnerabile, ossidata. Una barriera cutanea che fatica a trattenere acqua e che ha bisogno di essere aiutata, anche se noi non lo vediamo. E qui entra in gioco il doposole», spiega la Professoressa Pucci Romano.

Doposole: non un semplice idratante

«Il doposole moderno non è un semplice “latte rinfrescante”. Formulato con attivi specifici, è un prodotto funzionale che deve rispondere a tre esigenze fondamentali: lenire, idratare, riequilibrare. La vera efficacia di un doposole si gioca qui: aiutare la pelle a recuperare, prevenendo desquamazioni, disidratazione profonda e fotoinvecchiamento precoce. È risaputo che è importantissimo idratare la pelle dopo l’esposizione, a prescindere dalle scottature, la nostra pelle post estate dipende da come l‘abbiamo curata durante i mesi caldi. Il doposole quindi è un prodotto che andrebbe usato di prassi dopo l’esposizione, non soltanto se ci scottiamo. Il dopo sole, infatti, non ha la capacità di cancellare i danni delle scottature, che si accumulano volta dopo volta. Ma idrata e lenisce la pelle, evitando che rimanga segnata dai danni del sole», continua l’esperta.