La strage di 82 anni fa, la mattina del 12 agosto 1944 nel paesino di Sant’Anna di Stazzema, è una ferita che ancora sanguina, che chiede giustizia per quelle “donne, anziani, bambini, uccisi senza alcuna pietà oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità”. Un “simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo” e “facendo prevalere l’orrore dell’annientamento”. Sergio Mattarella torna a ricordare le 560 vittime innocenti massacrate nelle campagne della provincia di Lucca. Un crimine e le sue vittime che sono stati ricordati ieri in una partecipata cerimonia alla presenza del vicepremier e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, primo esponente del governo Meloni a presentarsi alle celebrazioni. Ma l’orazione ufficiale - che l’anno scorso fu della sindaca di Genova Silvia Salis -, è stata affidata al leader M5s Giuseppe Conte. Tra gli interventi anche quello del sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, che ha invitato a discutere la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda e la diffusione dei simboli del fascismo “oggi insabbiata in commissione”.

Stamani un gruppo di persone si è incatenato al guardrail a pochi tornanti dal sacrario. Con il preciso intento di impedire l’accesso alla cerimonia al primo cittadino di Lucca, Mario Pardini. Reo, secondo gli organizzatori dell’atto dimostrativo, di “stare con i fascisti”. L’atto dimostrativo è stato poi rivendicato da Giovane Grido Lucca, collettivo che riunisce lavoratori e disoccupati di Lucca e provincia. Secca la replica del prmo cittadino: “Un atto indegno”.