Bravi bravi gli azzurri a rispettare i pronostici. Ieri sera Leonardo Fabbri nel getto del peso, stavolta Nadia Battocletti sui 5000, confermandosi in vetta al Vecchio Continente dopo i successi su 5 e 10.000 di Roma 2024.Il bello, comunque, è che le medaglie azzurre agli Europei di atletica cominciati ieri all'Alexander Stadium di Birmingham arrivino in coppia. Ieri l'argento di Zane Weir, oggi il bronzo di una bravissima e sorprendente Micol Majori. È a fine serata che manca il tripudio per un infortunio muscolare che mette fuori gioco Marcell Jacobs.

I 5000 metri di gloria Sempre nelle posizioni di vertice, Nadia si porta in testa a cinque giri dalla fine. La 26enne trentina di Cavareno controlla la risposta delle altre e ottiene evidentemente il segnale che cercava. Lascia infatti l'iniziativa all'olandese Koster e si accoda. Ai 200 metri, semplicemente, vola (la misureranno in 28"14). Mette il turbo e crea scompiglio, la spagnola Garcia cerca di accorciare ma deve accontentarsi dell'argento ed è stupenda Micol Majori: sempre nel gruppo di testa, marcando le più forti, risale la corrente stringendo i denti nel rettilineo conclusivo e conquista un meritatissimo bronzo. Nadia Battocletti 15'37"84, Marta Garcia 15'39"98, Micol Majori 15'40"65. Stupendo. Anzi, regale: mamma, l'ex atleta marocchina Jawhara Saddougui, le posiziona sul capo una corona.«L'arrivo qui è stato faticoso, non lo nascondo - conferma Nadia dopo le parole a Casa Atletica Italiana in Church Street - quindi non posso non ringraziare la mia famiglia (a cominciare dal papà-coach Giuliano, ndr) e lo staff. La brutta prestazione di Roma mi aveva davvero buttata giù. Ci voleva. Ora festeggerò insieme a Micol e recupererò in vista dei 10.000 di venerdì». C'è spazio anche per una citazione da consegnare alla storia. «Sapevamo che questi 5000 sarebbero stati tattici e poi folli nel finale. Prima di entrare in camera di chiamata, il mio papà mi ha detto: "Prima vai come un corvo, ma poi come un'aquila"». Incredula la 28enne milanese Majori, allenata a Rubiera da Stefano Baldini: «Sono riuscita a realizzare un sogno bellissimo. Non me l'aspettavo, tanto da non aver nemmeno messo la tuta di rappresentanza in valigia. Spero me ne portino un'altra. Ho lavorato molto sui finali e mi è servito. Ero quinta, ho visto due avversarie davanti a me, ho spinto a tutta e... alla fine il calcolo è stato facile: 5-2...». Undicesima Federica Del Buono con 15'49"41.I 100 metri da incubo Non parte al massimo Chituru Ali dalla corsia 4 della prima semifinale dei 100 della serata, ma riesce ad allungarsi fino a 10"34 con quasi due metri di vento contrario (-1,7), per chiudere secondo alle spalle del favorito e beniamino di casa Romell Glave (10"13). Primo azzurro in finale, l'attesa cresce per vedere Marcell Jacobs atteso nell'ultima semifinale mentre nella seconda l'altro britannico Azu passa in 10"17 (-0,5). Dalla corsia 4 parte anche un Marcell Jacobs spiritato. La sua è una gara monumentale, con tanto di rallentamento finale: 10"08 e -0,6 di vento. Secondo l'olandese Afrifa con 10"25. E l'attesa per Marcell diventa spasmodica.E quando finalmente la gara decisiva arriva, Marcell sembra non stare benissimo, forse un fastidio muscolare, l'espressione è tesa. Lo sparo e la gara di Jacobs dura poco, sì e no 40 metri. Uscirà zoppicando. Trionfa la Gran Bretagna: oro Romell Glave (10"09, -0,4), argento Jeremiah Azu (10"16), bronzo al tedesco Owen Ansah (10"19). Ali sesto (10"34), Jacobs settimo con un per nulla attendibile 12"26. «Dispiace tantissimo anche a me - dirà in zona mista - Dopo la semifinale mi sentivo bene. Provando il blocco in riscalmdamento ho sentito un fastidio all'adduttore, quello che prima di Montecarlo mi aveva fatto saltare il meeting. Ho chiuso gli occhi, ero pronto a rompermi tutto per questa finale, ma non sono riuscito ad andare avanti. Dopo i due titoli europei cercavo il terzo per raggiungere Borzov e Christie, non ce l'ho fatta per colpa di qualcosa che non posso controllare».Tentoglou e gli altri Nella finale di salto in lungo a cui si assiste con il dispiacere di aver dovuto salutare anzitempo lo sfortunato Furlani, trionfa il greco Tentoglou con un capolavoro da 8,44 con 1,1 di vento contrario, ma non è male nemmeno l'8,29 con -2,7(!) dello svizzero Ehammer. Bronzo al bulgaro Saraboyukov (8,26/-1,7). Bravissimo il 21enne Francesco Inzoli: sesto con 8,04.È un risultato clamoroso quello che arriva dal lancio del martello, con l'ungherese Bence Halasz che scaglia l'attrezzo a 84,25, miglior misura mondiale dell'anno e decima nella storia della specialità. Ed è clamoroso anche l'epilogo dei 100 ostacoli, vinti per un solo millesimo dall'olandese Visser sulla polacca Skrzyszowska: 12"67 con -0,8 di vento; 12"668 contro 12"669.