Il mutuo a tasso variabile continua a offrire le rate iniziali più basse per chi sottoscrive oggi un nuovo finanziamento, ma il vantaggio si sta progressivamente riducendo e chi ha già un prestito indicizzato deve prepararsi a nuovi rincari.
Dall’inizio del 2026, la rata di un mutuo variabile standard da 126.000 euro, con durata di 25 anni, è aumentata di circa 21 euro. Secondo le stime elaborate da Facile.it per La Verità, entro la fine dell’anno potrebbe crescere di altri 31 euro, passando dagli attuali 599 euro a circa 630 euro al mese.
L’incremento complessivo rispetto a gennaio sarebbe quindi di circa 52 euro mensili, pari a oltre 620 euro su base annua.
Le stime arrivano dall’analisi realizzata da Facile.it sull’andamento dei tassi alla vigilia della riunione di luglio della Banca centrale europea. Il mercato appare orientato verso una pausa, con un possibile rinvio delle decisioni a dopo l’estate, ma non può essere escluso completamente un nuovo aumento di 25 punti base.
Al di là della decisione immediata dell’Eurotower, le aspettative degli operatori indicano un percorso già delineato. L’Euribor, il parametro utilizzato come riferimento dalla maggior parte dei mutui a tasso variabile, tende infatti a incorporare in anticipo le attese sulla politica monetaria.






