Valter Lavitola.

Valter Lavitola in interrogatorio davanti al gip oggi sull’attentato a Ranucci ha ammesso: “Sono io il mandante, volevo che gli fosse aumentata la scorta”.

"Sono io il mandante dell'attentato". È quanto ammesso nel corso dell'interrogatorio, durato oltre cinque ore, di Valter Lavitola che si è tenuto nella tarda mattinata di oggi a Rebibbia davanti alla gip. Valter Lavitola arrestato con l'accusa di aver commissionato l'attentato a Sigfrido Ranucci con l'esplosione di una bomba davanti alla villetta in cui il giornalista vive con la sua famiglia a Pomezia. "L'ho fatto per fare in modo che gli fosse aumentata la scorta – ha poi spiegato – L'ho fatto per il suo bene".

A confermare quanto dichiarato dall'imprenditore in sede di interrogatorio di garanzia è stato l'avvocato che lo assiste, Sergio Cola, al termine delle cinque ore. "Ha confermato l'ipotesi accusatoria della procura della Repubblica ammettendo di essere stato il mandante dell'attentato e dice di averlo fatto per tutelare la incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare la scorta". L'interrogatorio a Valter Lavitola nel carcere di Rebibbia È iniziato nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 12 agosto 2026 ed è finito soltanto a pomeriggio inoltrato l'interrogatorio a Valter Lavitola, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci e assistito dall'avvocato Sergio Cola, davanti alla Gip Iole Moricca.