La crescita è durata cinque anni, il crollo pochi giorni. Il recupero, invece, è ancora parziale. È la traiettoria che emerge dall’AI Reputation Index (Airi) dedicato a Martina Strazzer, fondatrice di Amabile. L’indice, che analizza sette dimensioni della reputazione, assegna oggi alla sua figura 63 punti su 100, un livello classificato come medio-basso. Nel 2024 aveva raggiunto il massimo storico di 87, per poi precipitare a 55 nell’agosto 2025 e recuperare soltanto otto punti nei dodici mesi successivi.
Il dato racconta soprattutto una distanza: da una parte un brand che continua a mostrare solidità, sostenuto dal core business dei gioielli e dall’espansione nei negozi fisici; dall’altra una reputazione digitale che, secondo l’analisi, non è tornata ai livelli precedenti alle crisi del 2025.
L’ascesa di Amabile e il picco della reputation
La storia parte nel 2019, quando nasce Amabile con un piccolo capitale iniziale. Il decollo arriva l’anno successivo grazie a TikTok. Il fatturato passa dai 65mila euro del 2020 ai 4 milioni del 2022, mentre Strazzer costruisce intorno ai gioielli una narrazione legata a empowerment, sorellanza e trasparenza. Nel 2023 entra nella lista Forbes Under 30. Nel 2024 Amabile raggiunge circa 8 milioni di euro di fatturato e, nell’aprile 2025, apre il primo store a Bologna, in via Rizzoli. È il momento di massima forza reputazionale, con l’Airi a 87 su 100.






