I cavi sottomarini non si proteggono soltanto con nuove rotte, maggiore ridondanza delle reti e navi capaci di intervenire rapidamente in caso di guasto. Una parte della resilienza dell’infrastruttura digitale globale si gioca anche su uno strumento apparentemente molto più tradizionale: le carte nautiche ufficiali. Coordinate corrette, aggiornamenti tempestivi dopo una riparazione e una rappresentazione affidabile del tracciato sul fondale possono infatti contribuire a prevenire incidenti e, quando il danno si verifica, diventare determinanti nell’attribuzione delle responsabilità.È il punto centrale dell’analisi pubblicata da Andrés Fígoli, direttore di Fígoli Consulting ed ex componente dell’Executive Committee dell’International Cable Protection Committee, dedicata al rapporto tra submarine cable charting, navigazione e tutela giuridica delle infrastrutture. Il tema assume un peso crescente mentre governi e operatori cercano di rafforzare una rete che trasporta oltre il 99% della connettività intercontinentale mondiale e che è esposta non soltanto ad azioni intenzionali, ma soprattutto a incidenti legati alle attività marittime.La questione sposta così il dibattito sulla sicurezza da un terreno esclusivamente ingegneristico a quello della governance dell’informazione. Sapere dove passa un cavo non basta: occorre che quell’informazione entri nei sistemi ufficiali utilizzati da chi naviga e che rimanga allineata alla posizione effettiva dell’infrastruttura lungo l’intero ciclo di vita.Indice degli argomenti
Cavi sottomarini, perché le mappe sono cruciali
Cavi sottomarini, carte nautiche e sicurezza: perché coordinate aggiornate e dati ufficiali diventano decisivi per la resilienza delle reti.






