Pubblicato il: 12/08/2026 – 13:04

Una minaccia diretta all’Europa. Vladimir Putin avverte che la Russia risponderà qualora i Paesi europei procedessero al sequestro di navi mercantili russe nell’ambito della stretta occidentale contro la cosiddetta “flotta ombra” di Mosca. E la rappresaglia, ha lasciato intendere il presidente russo, potrebbe arrivare anche molto lontano dal luogo in cui si verificasse un eventuale fermo. Putin ha parlato dall’isola di Sakhalin, nell’Estremo Oriente russo, durante una visita legata alle esercitazioni della Flotta del Pacifico. Il presidente ha definito eventuali sequestri di navi commerciali russe atti di «pirateria e banditismo», sostenendo che Mosca reagirebbe con misure dello stesso tipo. Il punto più delicato riguarda proprio l’estensione geografica di una possibile risposta. Secondo Putin, infatti, la Russia non sarebbe obbligata a reagire nella stessa area in cui venisse sequestrata una propria nave, ma potrebbe farlo dove lo ritenesse necessario. Una dichiarazione destinata ad aumentare ulteriormente la tensione sulle rotte commerciali internazionali.

La minaccia sulle navi occidentali

Il messaggio di Mosca arriva mentre cresce la pressione occidentale sulle imbarcazioni sospettate di contribuire all’elusione delle sanzioni contro la Russia. Durante le esercitazioni nel Pacifico, il comandante della Flotta russa Viktor Liina ha affermato che le forze navali sono pronte a ispezionare e fermare navi riconducibili a Paesi considerati ostili, anche quando utilizzano bandiere di Stati terzi. Parole che trasformano il confronto sulle sanzioni in un terreno potenzialmente molto più delicato, quello della libertà di navigazione e dell’impiego delle marine militari a tutela o al controllo del traffico mercantile.