L’intervista al Professore Luca Furnari, ricercatore e docente di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia nel Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Unical. Insieme a lui, impegnato anche presso il CeSMMA (Centro Studi per il Monitoraggio e la Modellazione Ambientale), abbiamo approfondito l’emergenza incendi in Calabria.

Che stagione stiamo vivendo in Calabria sul fronte degli incendi e quali potrebbero essere le conseguenze in futuro?

«Nel 2026, la regione Calabria sta vivendo un momento molto difficile dal punto di vista della gestione del rischio incendi, soprattutto nella zona del Parco del Pollino e sul versante Tirrenico. L’ultimo rapporto dell’ISPRA afferma che il 98% degli incendi è causato (volontariamente o involontariamente) dall’uomo. A incidere sono anche i cambiamenti climatici e le ondate di calore: durante il mese di luglio, abbiamo vissuto dieci giorni di temperature quasi sempre al di sopra dei quaranta gradi. Queste condizioni hanno accentuato la possibilità di propagazione dei roghi, che è possibile contenere grazie al lavoro encomiabile delle squadre della Protezione Civile, di Calabria Verde, dei Vigili del Fuoco e dei volontari».

CAMBIAMENTO CLIMATICA O EMERGENZA INCENDI DOLOSI