L'Editoriale
Mercoledì 12 Agosto 2026
MONDO. Se «Steady State» può essere tradotto con «Stato stabile», allora è piuttosto naturale che i quasi 400 membri del gruppo, tutti ex agenti, analisti o funzionari dei servizi di sicurezza Usa, considerino Donald Trump una minaccia.
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E che si battano per rendere gli americani edotti del pericolo, come hanno appena fatto attraverso un’inchiesta del «Financial Times», in cui dicono senza giri di parole che Trump «sta distruggendo la democrazia» degli Usa. In tutto il suo modo di essere e di interpretare la politica, infatti, Trump è un paladino dell’instabilità, da quella dello Stato (chi non ricorda i continui cambiamenti di uomini e ruoli del suo primo mandato, o il balletto mentre venivano diffuse le immagini dell’assalto al Congresso da parte dei suoi fan?) a quella del pianeta. E la sua tendenza ad andare per le spicce (eufemismo) con i meccanismi delicati della democrazia rappresentativa e con i diritti dei cittadini ha una lunga serie di testimonianze, dalle sentenze della Corte Suprema (che ha revocato le sue decisioni sulla Federal Bank e lo ius soli, oltre a dargli torto su certe vicende personali poco edificanti) alle folli sparatorie dell’Ice, la polizia anti migranti.







