Nel messaggio per l’anniversario dell’eccidio, il presidente della Repubblica richiama il valore della memoria e della difesa delle conquiste civili

“Ora le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni”. È il passaggio con cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, guarda al presente nel messaggio diffuso in occasione dell'anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema, uno degli episodi più atroci della violenza nazifascista contro la popolazione civile italiana.

Il Capo dello Stato sottolinea come, accanto ai conflitti, siano tornate a manifestarsi “volontà di potenza e propositi di dominio”, anche attraverso forme nuove. Per questo, osserva Mattarella, assumono un valore ancora maggiore le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere alle nuove generazioni esperienze e valori. Sono proprio questi strumenti, aggiunge Mattarella, a consentire di respingere violenza, odio e disprezzo del pluralismo e dell'identità delle persone.

“Fare memoria è un atto di liberazione”

Nel messaggio, Mattarella insiste sul significato della memoria. “Fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova”, scrive. Ricordare non significa, dunque, soltanto rivolgersi al passato, ma riconoscere ciò che ha reso possibile la nascita della Repubblica e difenderne quotidianamente i valori. La vittoria sul nazifascismo, sottolinea il presidente, aprì la strada alla rinascita democratica e civile dell'Italia.