Roma, 12 ago. (askanews) – Dal 28 luglio l’Italia è prigioniera di un vero e proprio incantesimo rovente, un’ondata di calore lunghissima. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ricorda che non stiamo vivendo una semplice ondata di calore, ma la quarta, estenuante fiammata di un’estate 2026 che sta riscrivendo la nostra storia climatica, surclassando persino alcuni record del famigerato 2003.

Nelle ultime due settimane abbiamo dovuto prendere in prestito dal Giappone il termine “Kokushobi”, “giorno di caldo spietato”, per descrivere in modo adeguato l’incubo in cui siamo sprofondati. Intrappolati sotto una mostruosa “Heat Dome” (una gigantesca cupola di calore) di natura ormai Euro-Africana, abbiamo fatto i conti con le 3 vere piaghe di questa canicola.

Prima di tutto, il termometro esagerato: picchi di 40-41°C hanno infiammato città come Firenze, Terni, Ferrara e Modena, trasformando le aree urbane in fornaci. Poi l’afa asfissiante, che ha reso le nostre coste delle succursali dell’Amazzonia (con umidità alle stelle che ci ha fatto percepire anche 45 gradi). Infine, la terza piaga che ci ha colpito dopo il tramonto con le estenuanti notti “super-tropicali” con minime tra 26 e 28 gradi: la Pianura Padana e gran parte del Centro-Sud hanno assunto stabilmente il clima della Thailandia.