di Marianna Peluso
In vigore da oggi la nuova normativa europea PPWR. La cialda monodose esce dalla pattumiera generica e fa il suo ingresso nel circuito del riciclo, senza essere svuotata. Ma la «rivoluzione» riguarda anche altri formati monodose da cucina
Quasi tre miliardi. È questo il numero impressionante di capsule di caffè che ogni anno vengono consumate e gettate via solamente in Italia. Un mare di piccoli contenitori che, fino a ieri, finivano per lo più nel calderone della spazzatura indifferenziata. Da oggi, 12 agosto, però, la musica cambia. Entra infatti in vigore il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il nuovo regolamento dell'Unione Europea che disciplina il ciclo di vita degli imballaggi. La novità più succulenta per gli amanti dell'espresso domestico? Le cialde e le capsule monodose vengono promosse a tutti gli effetti al grado di «imballaggi». Questo significa che non potranno più essere cestinate nel bidone dell'indifferenziato, ma dovranno obbligatoriamente essere destinate al riciclo. Una rivoluzione green che punta a responsabilizzare l'intera filiera per rendere il nostro rito del risveglio più sostenibile.
Svuotarle? Non è più necessarioLa vera domanda che attanaglia chiunque abbia mai tentato di smaltire una capsula è sempre stata una: «Devo togliere il caffè all'interno prima di buttarla?». La risposta del nuovo regolamento europeo è no. Non è più necessario distinguere tra capsule vuote o contenenti residui di miscela: al momento dello smaltimento le potremo gettare nella differenziata così come sono. Per semplificare la vita ai cittadini, l'Unione Europea ha previsto l'introduzione di un sistema di etichettatura uniforme in tutti gli Stati membri. Basterà leggere le istruzioni riportate sulla confezione per capire in quale bidone conferire la capsula. Attualmente il mercato italiano è dominato dalla plastica tradizionale (pari al 72% dei consumi), seguita dall'alluminio (22%), mentre solo il 6% risulta compostabile. I consorzi di recupero dovranno organizzarsi per trattare questi prodotti complessi. Realtà come il consorzio Cial per l'alluminio hanno già avviato sperimentazioni per lo smistamento, mentre Biorepack ha aperto la strada al conferimento delle cialde in bioplastica direttamente nell'umido, salvando imballaggio e fondo di caffè.













